Il pilota Jim e il musicista Bernard

Dovete sapere che a me non piace volare. Non sopporto il decollo, l’atterraggio, il volo. Eppure per il lavoro che faccio sono costretto a prendere molti aerei. Solo per questa trasferta americana i voli saranno in tutto nove. Quando devo fare le prenotazioni online mi sembra di partecipare ad uno di quei giochi d’azzardo che si trovano facilmente sul web. Non mi ritengo una persona particolarmente scaramantica ma, se posso, eviterei le coincidenze strane, tipo (come l’ultima volta!) prendere il volo numero 666 di venerdì 13. Dicevano che mi sarebbe passata, che ci avrei fatto l’abitudine, volo dopo volo. Non è vero niente, più volo e meno mi piace. E non mi tirate fuori la storia che è molto più pericoloso viaggiare in macchina, non mi convincete.

Il caso ha voluto che, in occasione dell’ultimo winemaker dinner presso il ristorante Morso di Gig Harbor (Seattle), si sedesse accanto a me Jim, pilota in pensione della North West Airlines, appassionato di vini e di tutto ciò che riguarda l’Italia. Bellissima faccia, occhi buoni e sguardo di chi ne ha viste tante.

- “Ok Jim, facciamo un patto. Io ti dico tutto quello che c’è da sapere sui vini di Puglia, tu in cambio stasera mi farai passare la paura di volare. Chi meglio di te!”

 

- “E’ facilissimo. Basta pensare che l’automobile è decisamente più pericolosa dell’aereo!”

 

- “Jim, questa è vecchia, dimmene un’altra…”

 

- “Bevi un paio di bicchieri di vino e volerai più rilassato.”

 

- “E’ quello che faccio da anni Jim, ma diventa problematico sulle lunghe distanze. Non posso arrivare a destinazione sempre completamente ubriaco…”

La sua risata è stata così bella e contagiosa che adesso, quando salgo su un aereo, mi piace pensare proprio a Jim. Al suo amore per il nostro paese, per la nostra storia, la nostra cultura, per il cibo e soprattutto per i vini. Il Primitivo è stato quello che più gli è piaciuto. Così come il Salice Salentino Riserva è stato molto apprezzato da un altro bel personaggio seduto di fronte a me. Il musicista Bernard, 75 anni portati benissimo, che pare abbia collaborato per un certo periodo con Riccardo Muti. Dico pare perché ogni tanto mi perdevo nella traduzione. Dopo le 10 di sera, il traduttore mentale si spegne automaticamente. Alla mia terza richiesta di ripetere gentilmente quello che mi stesse raccontando, con un italiano praticamente perfetto Bernard mi domanda:” Vuoi che lo ripeta nella tua lingua?”.

Un’altra splendida serata.